Che fine ha fatto il tavolo tecnico per le tutele dei riders?
photo credits ANSA/ETTORE FERRARI

Che fine ha fatto il tavolo tecnico per le tutele dei riders?

C’era una volta il tavolo tecnico per le tutele dei riders. Lo aveva voluto il neo Ministro Luigi Di Maio all’indomani della sua nomina al Dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Oggi si può affermare che non esiste più. Dopo il boom di giugno, l’interesse del ministro è presto scemato, indirizzato altrove dal coinquilino leghista.

L’ultima seduta del tavolo tecnico al Ministero dello Sviluppo Economico si è tenuta lo scorso 11 settembre ed è stata la volta in cui si è resa manifesta la spaccatura fra i rappresentanti dei riders. I gruppi più radicali, guidati dai torinesi di Deliverance Project, hanno annunciato il loro ritiro da un tavolo che vedono «sbilanciato dalla parte dei padroni»:

Nel giro di tre mesi – nei quali le pagine dei giornali hanno dovuto raccontare anche il primo morto del food delivery in Italia – è diventata sempre più evidente l’assenza di ogni reale volontà di Di Maio & Co. di intervenire seriamente in quella che inizialmente era stata posta come un’emergenza.

Per questi motivi abbiamo deciso di non essere complici di un tavolo in cui il gioco sin dall’inizio è stato soltanto quello di guadagnare tempo e visibilità.
A quanto pare non sono solo le aziende a fare i soldi sul nostro sudore – nei peggiori casi sulla nostra pelle – ma evidentemente anche a chi governa piace il trucco e ha deciso di sfruttarlo per guadagnarci in consensi e visibilità e architettarci sopra astuti e squallidi giochi e giochetti politici.

Sulla sponda opposta, il gruppo più moderato di Riders Union Bologna (RUB), i fautori della “Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano” firmata nel capoluogo emiliano lo scorso maggio e che ha coinvolto l’amministrazione Merola, i rappresentanti dei sindacati tradizionali e due (2) società di food delivery.

I riders bolognesi non vogliono mollare le trattative al Mise perché «un miglioramento reale delle nostre condizioni di lavoro è quanto mai urgente». Pur registrando una qual vaghezza nelle risposte ricevute dalle aziende coinvolte, hanno «deciso di provare a sbloccare lo stallo in cui si trovava il tavolo facendo partire la discussione non dalla qualificazione del rapporto di lavoro, ma dalle singole tutele che sono indispensabili per svolgere le nostre mansioni in sicurezza e con dignità». Entro due settimane, le aziende avrebbero dovuto presentare una risposta formale in merito ai punti richiesti, ma sinora non vi è traccia che ciò sia effettivamente avvenuto. RUB non aggiorna la pagina facebook da quel giorno.

Nel frattempo sta esplodendo la questione della retribuzione dei ciclo-fattorini di Glovo a Torino. Glovo ha l’esclusiva sulle consegne del Mc Donald’s. La paga per consegna è così formata: “2€ lordi più 50 cent a km consegna; non è prevista un’assicurazione che copra danni inferiori ai quattro giorni di ricovero” (Deliverance Project). Non è dissimile dal trattamento riservato ai corrieri di JustEat, o di Uber Eats, ancora in stato di agitazione a Glasgow e a Londra. Anche in Francia, Deliveroo ha imposto ai riders condizioni di pagamento simili, prevedendo però un minimo per consegna. La tendenza è quella di ridurre ulteriormente la paga minima per le brevi distanze e incentivare i riders a percorrere le distanze maggiori, fuori dai centri abitati, meno serviti sinora dalle consegne a domicilio. In ogni modo, si tratta ancora di paga a cottimo.

In attesa dell’assemblea europea, che si dovrebbe tenere a Bruxelles verso la fine del mese, anche in queste ore i fattorini londinesi sono in sciopero, guidati dal sindacato IWGB e chiedono la collaborazione anche ai clienti.

Davide Serafin

Di Alessandria. Ha scritto gli ebook '80 euro di Ingiustizia Sociale' – 2016, V come 'Voucher – La nuova frontiera del precariato' – 2016 e 'Il Volo dei Gufi' - 2018, raccolta degli articoli scritti per i Quaderni di Possibile negli anni (2015-2018) - www.ilvolodeigufi.com - www,giustapaga.it - twitter: @yes_political
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