New York prima città ad offrire agli autisti di Uber un salario minimo
photo credits @frankromano tw

New York prima città ad offrire agli autisti di Uber un salario minimo

La scorsa settimana il New York City council ha approvato una serie di delibere rivolte a Uber e ad altre applicazioni analoghe come Lyft che le obbligano a pagare un salario minimo agli autisti e che stabiliscono un tetto massimo di auto in circolazione sulle strade. Nel 2010, prima dell’avvio di Uber, erano presenti a New York circa 37.000 NCC (noleggio con conducente) e 13,5 mila taxi. Nel 2017, sebbene il numero di taxi sia rimasto sostanzialmente lo stesso, le auto NCC erano più che raddoppiate, superando il numero di 83 mila.

I nuovi regolamenti di New York potrebbero creare un precedente per altre città. Tutto il paese ha a che fare con strade sempre più congestionate e autisti dei taxi frustrati dalle basse paghe.

Il salario orario minimo dovrà almeno corrispondere al salario minimo statale, pari a 13,50 dollari (ma è previsto che crescerà sino a 15 dollari il prossimo dicembre), ma la ‘Taxi and Limousine Commission’ ha la possibilità di aumentare tale importo. In un suo recente studio, ha valutato un salario di 17,22 dollari come adeguato all’attività svolta. Significherebbe un incremento delle retribuzioni del 22,5%. Si stima che il costo delle corse potrebbe aumentare dal 3% al 5%: in fin dei conti, un aumento contenuto. I numero dei lavoratori che trarranno benefici dal salario minimo è indicato in 100 mila.

La campagna che ha portato a questo risultato è iniziata diversi mesi fa. Sui social network l’hashtag di riferimento era #driversunite:

In una dichiarazione, il sindaco di New York, Bill de Blasio ha elogiato il Consiglio per il suo voto, sostenendo che era venuto il tempo di “fermare l’afflusso di automobili che contribuivano alla congestione che ha bloccato le nostre strade”. De Blasio ha definito la crescita dei servizi via app una “crisi” e dicendo che da un lato le app stanno bloccando le strade e dall’altro stanno “guidando i newyorkesi nella povertà”.

 

Chiudi il menu